Investimenti per sportivi: come gestire i guadagni e costruire un futuro solido

Investimenti per sportivi: come gestire i guadagni e costruire un futuro solido - Prometeo Investing

Perché gli sportivi devono investire i propri guadagni Diventare uno sportivo professionista è il sogno di milioni di ragazzi in tutto il mondo.Un sogno che però solo pochi, pochissimi, riescono a realizzare.Chi ci riesce, conquista la possibilità di vivere esperienze uniche: lo stadio pieno, il pubblico che applaude, la divisa sudata per la vittoria, l’emozione di una medaglia, la soddisfazione di sapere che tutti gli sforzi e i sacrifici sono valsi la pena. Insieme a questo arrivano anche i guadagni economici, spesso molto elevati.Un contratto importante, premi, bonus, sponsorizzazioni.Soldi che in pochi anni cambiano radicalmente il proprio tenore di vita. Ma c’è un aspetto che spesso viene sottovalutato: la carriera sportiva è breve. Molto più breve di quanto si immagini. La grande illusione della carriera infinita Quando si firma il primo contratto serio, il futuro sembra luminoso e infinito.Ogni stagione porta nuove opportunità, e l’idea che un giorno tutto finirà sembra lontanissima. Eppure, basta guardare la realtà: Questo significa che a un’età in cui la maggior parte delle persone sta ancora costruendo la propria carriera, un atleta professionista vede la sua già finita. E quando le entrate cessano, resta solo ciò che si è messo da parte o che si è investito. Troppi campioni caduti nel baratro La storia dello sport è piena di esempi di atleti che hanno guadagnato milioni e che, pochi anni dopo il ritiro, hanno perso tutto. Le ragioni sono quasi sempre le stesse: In poco tempo i guadagni diminuiscono sensibilmente e il sogno di ville, auto e lusso sfrenato si trasforma rapidamente in un incubo di debiti, sacrifici e preoccupazioni quotidiane.Una parabola che nessuno vorrebbe vivere, ma che purtroppo è molto più comune di quanto si pensi. La sfida più grande: vincere fuori dal campo Ogni sportivo sa che la vittoria non arriva per caso.Serve preparazione, disciplina e metodo.Si vince quando si uniscono talento e sacrificio, quando si lavora sodo giorno dopo giorno, anche quando nessuno guarda. La stessa logica vale per il denaro.La vittoria più importante che uno sportivo possa conquistare non è solo quella sul campo, ma quella di garantire a sé stesso e alla propria famiglia un futuro sicuro, sereno e libero. Perché se la carriera sportiva dura 10, 15 o al massimo 20 anni, la vita dopo lo sport può durarne 40 o 50.E in quella vita serviranno risorse, sicurezza e libertà. Il ruolo degli investimenti nella vita di uno sportivo Molti pensano che la soluzione sia “risparmiare”.Mettere da parte quello che avanza, quando avanza. È un primo passo ma, in realtà, da solo non basta.Serve una strategia di investimento intelligente e personalizzata che porti a maturare una rendita passiva duratura che permetta di aiutare a mantenere il proprio tenore di vita. Un atleta dovrebbe vedere i propri guadagni come un seme:se viene piantato e curato fin da subito, diventerà un albero che darà frutti per tutta la vita.Se invece non viene ben curato o addirittura non viene neanche piantato con il tempo si seccherà e non darà nessun frutto. Gli investimenti servono a: Un principio semplice ma fondamentale:“Il denaro guadagnato sul campo deve continuare a lavorare anche quando non lo farai più tu.” Perché bisogna iniziare subito La tentazione di rimandare è forte: “ci penserò più avanti”, “ora mi godo i miei guadagni”, “avrò tempo per sistemare le cose”. Ma negli investimenti il tempo è il fattore determinante.Ogni anno perso significa rinunciare alla crescita del capitale. Iniziare presto permette di: Prometeo Investing SCF al fianco degli sportivi Con il metodo Investitore Strategico, Prometeo Investing SCF accompagna gli atleti nella costruzione di un futuro solido.Non vendiamo prodotti, non proponiamo scorciatoie: costruiamo strategie indipendenti e su misura, basate sull’esperienza e sulla pianificazione. La carriera sportiva dura poco, ma la vita è lunga.Ed è proprio lì che si gioca la partita decisiva. 👉 Non aspettare che il fischio finale metta fine anche alle tue entrate.Inizia oggi a costruire il tuo futuro da Investitore Strategico.

UN IMPRESCINDIBILE ATTO DI RESPONSABILITÀ

La pianificazione successoria e patrimoniale.  IL PROBLEMA….  Durante l’arco della giornata, da quando ci svegliamo la mattina, fino a alla sera che torniamo a letto, a noi tutti capita di pensare che coloro che amiamo, alla moglie o al marito, al partner, alla persona con cui condividiamo un progetto di vita, ai nostri figli, piccoli o grandi che siano, ai nostri genitori, forse ai nonni, ai fratelli, agli amici di sempre.  Magari al mattino ci facciamo poi distrarre dalle cose di lavoro, dal fatto che sta per scadere l’assicurazione dell’automobile, che c’è la rata del mutuo da pagare (e l’ipoteca pesa talmente tanto sulla nostra tetto che il tetto necessita di una sistemata), dalla spesa da fare e che dovremmo anche cucinare, altrimenti questa sera tocca alla solita pasta al volo scondita o, se siamo fortunati, ad un polpettone confezionato che tutto sembra tranne che commestibile.  Però abbiamo problemi di indigestione, forse è gastrite, e allora sulla lista della spesa bisogna aggiungere una bottiglia di Chianti per dimenticare, così trasformiamo la gastrite in ulcera. Ma a questo ci penseremo dopo cena.  Ora dobbiamo pensare a lavorare, a produrre, a fare soldi, a creare ricchezza. Sono solo le 7.30 del mattino di un venerdì qualsiasi e già siamo oberati di pensieri. Siamo stanchi. Ma per fortuna è venerdì. Fosse stato lunedì…  Se è così davvero, dire che le persone non percepiscono i loro problemi sarebbe maledettamente inesatto. Li percepiscono fin dal primo momento in cui, la mattina, aprono gli occhi.  Il guaio sta proprio negli occhi.  Quegli occhi che vedono la vita, la famiglia (in senso ampio) ed il patrimonio, da un punto di vista storico o statico. Osservando quello che c’è, che è conseguenza di quanto già successo. Guardano al passato, vedono l’evento che già si è materializzato. E’ già accaduto, non è più un “potenziale”.  Per pensare al “potenziale” beh… bisognava pensarci prima. Bisognava pensarci in prospettiva.  IL CONTESTO 79.596 sono stati i testamenti pubblicati nel 2018. Confrontando questo dato con i decessi dell’anno precedente, in considerazione che il termine massimo per la presentazione della dichiarazione di successione è di 12 mesi dall’apertura della successione, cioè di un anno dalla morte, si rileva come solo il 12,26% degli italiani abbia redatto un testamento.   Il problema, come sempre, non è tanto il dato in se stesso, quanto la sua conseguenza.  Se solo il 12,26 % degli italiani ha redatto un testamento, significa che solo una successione su otto si è aperta sulla base di un testamento e che, specularmente, l’87,74% delle successioni sono legittime, cioè regolate dalla legge.  LA LEGGE L’impianto normativo che governa il passaggio della ricchezza da un soggetto ad un altro a causa di morte si chiama “Codice Civile” e risale al 1942.  Sono passati quasi ottant’anni e sembra lecito dubitare della sua attualità. Inattualità non significa imperfezione, al contrario. Il sistema, per la verità, è perfetto.  O meglio, sarebbe perfetto, se il tessuto economico e sociale odierno fosse tale e quale a quello del 1942.  Inattualità allora significa inadeguatezza.  Prime nozze e seconde nozze, separazioni, divorzi, addebiti, figli di primo letto e figli di secondo letto, a volte anche di terzo letto, famiglia disunite, ricostituite, allargate, internazionali, convivenze artigianali, coppie di fatto registrate, unioni civili, figli unici, fratelli e sorelle, nipoti, vedovi, amici, disabili, persone ultracentenarie, persone non autosufficienti.  Tutto lasciato al caso.  Il legislatore, se ne abbia pietà, non riesce sempre a stare al passo coi tempi. Per la verità, però, ne è perfettamente consapevole perché espressamente e ragionevolmente lascia all’autonomia privata (cioè alle scelte di ogni persona) uno spazio molto ampio che non può essere sfruttato. La legge dice una cosa simile: “disponi tu in ordina alla tua successione, decidi tu a chi lasciare e quanto lasciare, con qualche limite che ti impongo io. Possibilmente scegli tu anche che cosa attribuire. Pensa tu a chi dovrà portare avanti la tua azienda. Se non lo fai tu, dovrò farlo io e poi forse il giudice, nel caso con sorteggio a sorte”.  Così dice. E gli strumenti per predisporre un regolamento aderente alla volontà di ciascuno di noi ci sono, eccome se ci sono.   LE IMPOSTE DI SUCCESSIONE.  Attualmente, le nostre imposte di successione e donazione sono tra le più basse d’Europa, a fronte, per alcuni parenti, di franchigie di esenzione, ossia soglie al di sotto delle quali non si applica la tassazione, tra le più alte.  A rendere il tutto ancor più paradisiaco, teniamo conto che le imposte si applicano alla massa ereditaria, al netto dei debiti nonché dei beni esenti, come ad esempio i Titoli di Stato, le automobili, le prestazioni pensionistiche complementari, il TFR, le prestazioni assicurative. Gli immobili, poi, ma probabilmente ancora per poco, vengono tassati al loro valore catastale e non commerciale.  Ad esempio, per il coniuge (cui è equiparata l’altra parte dell’unione civile) e per i parenti in linea retta, quindi discendenti ed ascendenti, è prevista una franchigia di un milione di euro ed un’aliquota successoria, per l’eccedenza, del 4%.  L’aliquota massima, prevista per parenti di grado più lontano o per altri soggetti (tra cui il convivente, ancorchè registrato) è di solo l’8%. Un figlio francese che dovesse ereditare beni dal genitore avrebbe una soglia di esenzione di 100 mila euro ed un’aliquota progressiva, in base all’entità del patrimonio ereditato, che va dal 5 al 45%. Quello tedesco, invece, beneficerebbe di una franchigia di 400 mila euro  sul patrimonio eccedente verrebbe applicata un’aliquota minima del 7% e massima del 30%. Un figlio spagnolo, infine, avrebbe una soglia esentasse di soli 16 mila euro e un’aliquota progressiva che va dal 7% al 34%.   Le aliquote massime in Francia, Germania e Spagna sono, rispettivamente, del 60%, del 50% e del 34%. Contro il nostro 8%.  Gli inglesi sono meno creativi e più democratici: applicano un’aliquota fissa del 40%, indipendentemente dal rapporto di parentela che lega l’erede al defunto.  Questo, purtroppo, non vuol dire essere i primi della classe.  L’OCSE è chiara in merito: “la tassazione delle successioni può essere uno strumento

Consulenza finanziaria: cos’è e perché serve?

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Cos’è la consulenza finanziaria?  La consulenza finanziaria fa riferimento alla “prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a uno o più operazioni relative a strumenti finanziari”.  Nel tempo ha spesso cambiato natura ed è passato dall’essere puramente un servizio aggiunto offerto dagli istituti bancari, a rappresentare un servizio chiave per la pianificazione finanziaria di un investitore. Testimonianza di tale crescita è la presenza di una specifica sezione, la sezione 3, presso l’albo dei consulenti finanziari tenuto dall’OCF – l’Organismo di Vigilanza e controllo – dedicato ai consulenti finanziari autonomi o indipendenti. Il tuo consulente finanziario, per poter gestire o darti quantomeno consigli in campo finanziario, deve dimostrare di essere iscritto all’albo. L’iscrizione, oltre a dare lustro alla categoria, è anche la certificazione del possesso di specifici requisiti professionali e personali. Un consulente finanziario deve, ovviamente, possedere conoscenze e competenze in campo finanziario, ma deve anche dimostrare di possedere anche determinati requisiti patrimoniali ed organizzativi.  A tali requisiti si unisce poi quello dell’onorabilità  Questa viene sancita dall’assenza di condanne penali, ma anche e soprattutto dall’onestà e dall’integrità nel suo operato professionale.  Non tutti sanno che un consulente finanziario indipendente non può “tenere soldi in mano”, ossia, può essere pagato solamente tramite bonifico o simile forma di pagamento. Esiste anche il divieto di fargli altri regali che possano minarne l’indipendenza nell’operato e nel servizio.  Quanto è importante che il consulente sia indipendente?  La risposta è semplice: è veramente fondamentale rivolgersi a un consulente finanziario indipendente.  Esser sicuro che i consigli dati non vengano influenzati da altri interessi, se non da quello di darti il miglior servizio possibile, è fondamentale per qualunque investitore.  Sapere che i consigli sono personalizzati per te, per il tuo patrimonio, per la tua situazione e profilo di rischio non ti dà maggiore sicurezza?  A differenza della consulenza generica offerta dagli intermediari finanziari tradizionali come gli istituti bancari o assicurativi, ma anche dai nuovi strumenti tecnologici come i robot advisor, la consulenza finanziaria indipendente è personalizzata su di te, sulle tue necessità di oggi, ed è pronta a rispondere agli obiettivi di domani.  Tale indipendenza fa sì che negli U.S.A. e nel Regno Unito, dove ricorrere ad un consulente finanziario è consuetudine e buona norma per la gestione dei propri capitali, il consulente finanziario è il fiduciario cliente con cui mantiene un rapporto professionale, ma anche una relazione profonda di collaborazione verso il raggiungimento di obiettivi finanziari personalizzati e ragionevoli.  L’indipendenza del consulente autonomo (o indipendente), che a differenza degli altri consulenti dipendenti e retribuiti dagli intermediari finanziari è pagato solo ed esclusivamente dal cliente, si traduce in una vera e propria imparzialità. A questa si accompagna un percorso di formazione costante, visto che i consulenti sono tenuti a seguire una formazione professionale, obbligatoria, ogni anno.  COSA NON E’ LA CONSULENZA FINANZIARIA?  Finora abbiamo spiegato cos’è la consulenza finanziaria e perché ti serve. Adesso è il momento di fare chiarezza su cosa non è, in modo da fare scelte sempre consapevoli.  Non consiste nel trovare e dare un’unica soluzione ad un problema. Per quanto paradossale possa sembrare il consulente finanziario indipendente è lì per consigliarti, per darti diversi punti di vista e per leggere un bisogno o un problema finanziario e poi a questo fornirti diverse possibilità di soluzione. Apre perciò tante possibili strade e lascia a te la possibilità di scegliere quella che ritieni più adatta, rendendoti consapevole di limiti e virtù di ognuna. Inoltre, un consulente finanziario non gestisce il tuo patrimonio, che rimane in tuo possesso sempre, ma ti offre dei consigli e delle soluzioni.  Il consulente finanziario ti darà le sue raccomandazioni di investimento in linea con il tuo profilo di rischio e di orizzonte temporale, ma l’ultima parola spetterà sempre a te. Il consulente finanziario perciò non parla, ma ascolta. Deve ascoltare te e comprendere i tuoi obiettivi, e deve anche saper leggere il mercato. Solo ascoltando te e il mondo finanziario circostante saprà aggiustare la rotta dopo che gli eventi imprevedibili che possono sempre manifestarsi, che siano semplici correzioni del mercato o un’infiammata nell’inflazione.  La consulenza finanziaria non sottovaluta né i problemi attuali, né quelli potenziali, occupandosi, infatti, anche di protezioni assicurative, previdenziali o di valutazioni sulla situazione successoria, un beneficio in più che riguarda vari aspetti della tua vita. In questo senso la consulenza finanziaria indipendente non può fermarsi solamente agli investimenti. Dovendo preservare e rivalutare il tuo patrimonio, la consulenza finanziaria deve essere effettuata a 360°, quindi non si possono sottovalutare temi e rischi che potrebbero minare non solo la crescita dei tuoi capitali, ma anche il loro risparmio e la loro protezione.  La consulenza finanziaria può essere davvero utile a tutti  La consulenza finanziaria può davvero aggiungere molto valore alla gestione delle tue finanze. Non vorresti essere sereno sapendo che i tuoi soldi vengono gestiti in maniera indipendente, professionale e per il tuo interesse? Con la consulenza finanziaria indipendente sarai in grado di sapere non solo in cosa stai investendo, con un sostanzioso risparmio di costi, ma anche che il motivo per il quale stai investendo seguendo una certa rotta. Quella rotta perfetta per te, per aiutarti a realizzare i tuoi obiettivi finanziari.

Intervista a Gianluca Barbagallo

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Estratto da una intervista comparsa sul quotidiano Imprenditore.info da poter leggere qui: https://imprenditore.info/il-giusto-mindset-dellinvestitore/ Come è nata la tua passione per la finanza?.  Come un qualsiasi libero professionista con un reddito, sono stato avvicinato da promotori finanziari e agenti assicurativi che mi proposero di investire in piani di accumulo, in pensioni integrative, in polizze da investimento etc… Durante il lockdown del Covid19 ho avuto il tempo per studiare molto queste tematiche sulla finanza personale che mi stavano molto appassionando. In quel periodo capii come funzionava l’industria del risparmio gestito in Italia; il pensiero che tutte le persone che conoscevo e che incontravo (a causa del fatto che fossero ignoranti dal punto di vista finanziario) fossero “vittima” di situazioni poco trasparenti, con portafogli inutilmente costosi, che non fossero a conoscenza dei veri costi pagati, mi ha smosso qualcosa dentro.  Quindi nel mio piccolo ho deciso di provare ad innovare questo mercato. Per farlo, ho fatto corsi, master, ho studiato molto ed ho superato l’esame di abilitazione dell’OCF per fare il consulente finanziario autonomo. Da quel momento ho orientato questa professione nel realizzare gli obiettivi di vita del cliente: – Università per i figli – Capitale per sostenere i figli da grandi (matrimonio, acquisto prima casa, progetto imprenditoriale…) – Smettere di lavorare a 60 anni – Acquisto di casa al mare etc… E questo è l’approccio su cui si basa l’investimento per obiettivi. Il punto è che chi non affronta il processo di investimento con una prospettiva basata sui propri obiettivi molto difficilmente avrà successo sui mercati. Ricordo che “le persone” siamo noi, siete voi, sono i vostri parenti, i vostri genitori, nonni, zii, i vostri figli, i vostri colleghi, i vostri dipendenti, il vostro datore di lavoro. Le persone che non stanno ottenendo alcun valore da questa “intermediazione di prodotti finanziari” non sono un’entità astratta, che si fa fregare in qualche ufficio astratto da impiegati e promotori astratti. È tutto molto reale, e riguarda tutti voi, e le vostre famiglie. Io voglio cambiare tutto questo.  Cosa pensi della consulenza finanziaria in Italia? E quali sono le prospettive?  La consulenza finanziaria indipendente è la mia scelta di vita e questo la dice lunga sulle prospettive di questo mercato. Io sono convinto che questo sia il futuro, perché offre vantaggi estremamente tangibili agli investitori. Io stesso, quando è stato aperto l’albo dei consulenti finanziari indipendenti, ho chiuso gli occhi e mi sono chiesto: “Io mi fare seguire Gianluca Barbagallo promotore in una banca qualsiasi o da Gianluca Barbagallo consulente indipendente?”.. e sono scoppiato a ridere. Non c’è paragone, assolutamente. E’ infatti solo questione di tempo e di far capire alle persone che la rivoluzione finanziaria è già iniziata, è in atto, perché non siamo più in un mondo in cui comandano solo le banche e le assicurazioni. Oggi finalmente l’investitore ha un’alternativa che finora non possedeva, cioè un vero servizio di consulenza basato sulle proprie esigenze a un costo nettamente inferiore a quello bancario.  Quanto è importante per te l’educazione finanziaria?  Tantissimo, è la base di tutto. Non a caso quando ho iniziato l’attività di consulente finanziario indipendente non ho iniziato a cercare clienti, ma mi sono focalizzato sul fare educazione finanziaria, perché oggi siamo in un mondo in cui esiste ancora il vecchio sistema delle banche basato sui costi occulti e sulla vendita di prodotti inefficienti. Ed esiste un vasto pubblico di investitori che hanno una scarsa cultura finanziaria. In questa situazione le banche e i grandi gruppi assicurativi, ovviamente, ci sguazzano ed è una nostra responsabilità, come consulenti, educare finanziariamente i risparmiatori che vogliono investire. Pensa a questo: se le persone migliorano la loro educazione finanziaria, capiscono anche come migliorare il loro risparmio privato, e tutto questo di conseguenza si traduce in un miglioramento dell’economia reale dell’intero paese. Più risparmio, più investimento anche nelle imprese, meno disoccupazione e PIL alto. Ma tutto questo deve partire da ognuno di noi.  “Non ci sono segreti, c’è solo l’obiettivo di essere d’aiuto alle persone.” Facciamo un gioco: come faresti educazione finanziaria nelle scuole se fossi il Ministro dell’Istruzione?  Introdurrei tanta pratica, di sicuro. Poi spiegherei i concetti di base in maniera chiara, e poi farei tante esercitazioni basate proprio sulla vita reale. Sia sugli investimenti che sulla previdenza, per andare a migliorare la finanza personale in modo pratico. Come paese, come popolo, abbiamo bisogno di comprendere concetti semplici e di saperli applicare alle scelte quotidiane. Bisogna partire dalle scuole elementari con una buona educazione civica ma insegnando concetto che stanno alla base della vita reale.  In che modo per te i giovani possono avvicinarsi alla finanza senza correre rischi inutili? E che ruolo hanno i social network in questo?  Ritorniamo all’educazione finanziaria. Per forza dobbiamo puntare su questo. I rischi si corrono quando non si hanno conoscenze adeguate. Ovviamente, i social in questo possono darci una grande mano, perché grazie ai social oggi puoi fare educazione finanziaria, anche ai giovani, ma purtroppo puoi trovare anche della cattiva informazione perché non ci sono filtri. Nei social tutti possono dire tutto e dobbiamo essere bravi noi a comunicare con il nostro pubblico. Poi è anche vero che ogni persona deve essere abbastanza responsabile da informarsi in modo adeguato. Diciamo che con delle buone basi puoi andare tranquillo.   In tanti, ancora, non hanno compreso a pieno il valore della consulenza finanziaria, eppure questo è un grande dono che puoi fare a te stesso e al tuo patrimonio familiare, come se fosse un grande regalo di Natale per le tue tasche. 

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